FUTURABILITA'

Dopo di noi... durante noi

LA STORIA DELL’EDIFICIO

Un documento datato luglio 1944 testimonia che durante la Seconda Guerra Mondiale, lo stabile era adibito a Caserma dei Carabinieri, ristrutturata poi negli anni sessanta e trasformato in una scuola media inferiore.

UBICAZIONE IMMOBILE

L’immobile in oggetto è posto in Comune di Mezzani – località Mezzano Inferiore, Via Pertini n.c. 201 ed è costituito da fabbricato civile “ ex scuola comunale” con area di pertinenza in parte a verde ed in parte carrabile. Acquistato nel settembre del 2016 dall’associazione che necessita di ristrutturazione

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

L’intervento previsto riguarda la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica a tre piani fuori terra all’interno di un ampio parco, finalizzato ad implementare la qualità della vita creando spazi abitativi specificamente pensati per persone con disabilità.

Il fabbricato occupa una superficie coperta di mq. 350 circa.

L’intervento non interferisce con i collegamenti viari presenti in zona in quanto già strettamente strutturato sia per la parte carrabile che per quella dei collegamenti pedonali alla rete stradale del centro cittadino.

Il progetto non introduce alcuna modificazione al sistema viabilistico esistente e già consolidato sulle strade ricadenti o prossime all’ambito di interesse.

L’edificio è costituito da:

• Piano Rialzato mq 350

• Primo piano mq 340

• Sottotetto mq 240

• Area cortilizia


COSA VORREMMO FARE

- SEDE DELL’ASSOCIAZIONE

- LABORATORI PER RAGAZZI con disturbi dello spettro autistico, proponendo attività basate sulla sperimentazione e sul confronto in piccoli gruppi, con l’obbiettivo di incrementare le potenzialità creative e le competenze

socio-relazionali ed emotive in particolare:

● Fluidità, flessibilità, originalità ed elaborazione:

● Attenzione all’altro come risorsa:

● Condivisione, comunicazione e collaborazione nel lavoro di gruppo:

● Capacità di confronto e riflessione sulle esperienze fatte e sulle emozioni provate.

- FATTORIA SOCIALE:

L’esperienza ci insegna che il ritmo naturale della vita contadina, il lavoro fisico, il fare parte di un piccolo nucleo di tipo familiare, il contatto con le piante hanno un effetto terapeutico benefico. L’inserimento di una persona disabile in un progetto di agricoltura sociale permette di portare un beneficio di cura, alla persona, anche sul piano psicologico e sociale, oltre a quello terapeutico, offrendo così una risposta completa ai bisogno dell’utente. Inoltre, l’attività dell’agricoltura permette alle persone disabili di seguire un percorso nel suo divenire e nel suo compiersi completamente: è possibile seguire tutto il processo di produzione, dalla semina alla raccolta, fino alla vendita del prodotto.

Ciò permette alla persona disabile di acquisire un senso di responsabilità con la percezione di diventare indispensabile per qualche cosa, riconquistare la propria autostima.

● promuovere percorsi riabilitativi terapeutici attraverso il lavoro

● sperimentare nuovi percorsi di inclusione lavorativa

●progettare un modello di sviluppo agricolo/economico sostenibile a partire dalla multifunzionalità propria dell’agricoltura

● strutturare un percorso di formazione, osservazione e valutazione finalizzato a sperimentare le potenzialità delle persone disabili in un contesto agricolo, su sedi differenziate per gradi di difficoltà e impegno, comprendendo anche le aziende agricole della rete;

● strutturare un laboratorio di trasformazione del prodotto

● coltivazioni biologiche di erbe aromatiche da essiccare e trasformare per condimenti

- RISTORANTE

progetti di imprenditoria sociale nella ristorazione, che consentono l’integrazione lavorativa di persone con disabilità e che coniugano efficacemente buona tavola e solidarietà.

L’obiettivo è quello di dare una nuova immagine della diversità, valorizzando le potenzialità del singolo.

- “DOPO DI NOI………..DURANTE NOI”

La casa e l’abitare sono dimensioni fondamentali per la qualità della vita di ognuno di noi e lo sono ancora di più per le persone che affrontano una particolare fragilità.

La dimensione abitativa rappresenta uno spazio cruciale sia per recuperare, mettere alla prova,mantenere la capacità di vita autonoma di chi è fragile

Realizzare politiche sociali e progetti orientati alla "residenzialità" .

Progetti educativi di autonomia abitativa in base alle caratteristiche dei ragazzi, imparare a vivere senza la costante presenza dei genitori.

Progetti individualizzati di interventi dove tutti gli attori saranno coinvolti in un cammino comune verso l’autonomia.